Cork

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giovedì 12 dicembre 2013

Dove tutto ha inizio.

Ciao a tutti, e benvenuti nel mio blog :) Sono Giovanna, una ragazza di 22 anni. Vivo a Milano...O meglio ho studiato e ho tante amicizie in città, ma ahimé abito in un paesello della provincia, disperso nel nulla e che fino a pochi anni fa era pieno di cascine e campi :) Apro questo blog perché il 7 gennaio 2014, tra esattamente 26 giorni, inizierà per me una nuova avventura: partirò come ragazza alla pari( o au pair) alla volta dell'Irlanda, l'isola di smeraldo e ci starò per 6 mesi :D Esattamente andrò a Cork, la seconda città per importanza, estensione e popolazione della Repubblica d'Irlanda dopo la capitale Dublino, e detta "the rebel city", la città ribelle, per il suo spirito indipendente, anticonformista e rivoluzionario...Da questo deriva il titolo del blog ;) Insomma lo scopo di questo diario virtuale è quello di raccogliere tutte le esperienze, le impressioni e le avventure che vivrò nel corso di questi mesi... E anche quello di dare una testimonianza a tutti coloro che magari vorranno un giorno intraprendere questa avventura all'estero :) Bene, in questo post di presentazione, inizierei con il raccontarvi come è nata in me questa "pazza idea" di mollare tutto per un certo periodo di tempo e di andare a vivere presso una famiglia irlandese, prendendomi cura delle loro figlie e dando loro un aiuto in casa, con vitto, alloggio e paghetta inclusi nel prezzo ;) Perché è questo che a larghe linee è richiesto e offerto a una ragazza alla pari :) Inizio con il dire che ho sempre saputo che cosa fosse un' au pair, perché mia madre stessa, quando aveva 24 anni( ehhh sì, si parla proprio di Giurassico :P) ha fatto un'esperienza del genere presso una famiglia belga :) Quello che non mi aspettavo è che sarebbe sorto in me il desiderio di affrontare questa stessa esperienza. Mi spiego: ho sempre avuto il desiderio di viaggiare, e ho cercato di farlo nel mio piccolo, nonostante le mie ridotte disponibilità economiche dato che sono disoccupata da sempre, essendomi finora concentrata soltanto sullo studio. Solo che ho sempre considerato il viaggio come qualcosa di vacanziero, finalizzato unicamente allo svago, all'esplorazione di posti nuovi, e via discorrendo, qualcosa di temporaneo e non troppo duraturo nel tempo. Una parentesi di leggerezza, magia e scoperta. Questo perché sono sempre stata una persona molto attaccata alle mie abitudini e soprattutto al mio ambiente, alla mia famiglia, ai miei amici, alle mie piccole comodità, ai miei rituali quotidiani. Nonostante spesso mi fossi trovata a consultare sognante siti per scambi culturali di 6 mesi/ un anno da trascorrere all'estero, abbia pensato qualche volta di andare in Erasmus o comunque di fare volontariato all'estero, per esempio attraverso il programma SVE(servizio volontario europeo), mi sono sempre detta che non ero il tipo di persona che fa una scelta così coraggiosa e drastica, che prende e molla tutto, che si mette in gioco in modo così maturo, adulto e indipendente. Mi sono sempre considerata molto "bambina" da questo punto di vista. Finché quest'anno,nel mese di settembre, qualcosa è cambiato: ho cominciato a desiderare di voler apportare un cambiamento alla mia vita, ho cominciato a non sentirmi più così tanto appagata dalla mia tranquilla e confortante routine. Ho deciso di volermi stupire di me stessa, di voler per una volta essere irrazionale e matura insieme, di voler abbandonare il porto sicuro per quello insicuro. Ho deciso di lanciarmi una sfida, perché sono certa che il mio limite principale finora sia stato soprattutto di natura mentale. Non mi sono mai sentita all'altezza di una scelta di vita coraggiosa non perché io non lo sia, semplicemente perché mi sono convinta di non esserlo. E così, complice anche il fatto che dopo la laurea triennale non avevo idea di cosa fare del mio futuro, ho deciso con una determinazione fino a quel momento sconosciuta, di cominciare a cercare la mia strada: volevo trascorrere qualche mese all'estero,in modo economico e sicuro. Tra la scrittura di una pagina della tesi e l'altra, ho passato notti intere girovagando per internet, alla ricerca del mio futuro, che sarebbe iniziato da gennaio in poi a causa della laurea, prevista per dicembre. Ho pensato seriamente al volontariato all'estero,come workawayer, consumandomi gli occhi sul sito workaway.info e mi stavo davvero convincendo che quella fosse la mia via finché non mi è apparso sotto agli occhi un sito, aupairworld.it. E così è riaffiorato in me il ricordo del lavoro di au pair: non solo si trascorre un periodo di tempo all'estero,con la possibilità di immergersi completamente in un'altra cultura, in un nuovo paese e di perfezionare una lingua straniera, senza dover spendere nulla per mantenersi ...Ma si riceve addirittura una paghetta settimanale! Certo,non si tratta di un'esperienza semplice: bisogna occuparsi al meglio di bambini o ragazzini che siano,sfoderando pazienza, creatività e energia da vendere, oltre a doversi fare carico anche di faccende domestiche e talvolta degli oneri della cucina...In più è necessario adattarsi ai ritmi e alle usanze di una nuova famiglia e non deve essere affatto facile o immediato. In ogni caso, questa mi è risultata improvvisamente come la soluzione più adatta a me, e alle mie esigenze. Ho avuto una sorta di illuminazione che mi ha dato la certezza che quella era la strada giusta da percorrere :) E così è iniziata la mia ricerca, proprio su quel sito che mi aveva ispirato, aupairworld.it, che ho scoperto in seguito essere uno dei più autorevoli e affidabili siti web per la ricerca di una famiglia ospitante e il reclutamento di ragazze alla pari in Europa. Un'altro nodo da sciogliere è stato quello relativo al paese di destinazione: il mio desiderio era quello di andare a risiedere in un paese anglofono, in quanto il mio livello di inglese per quanto riguarda la conversazione è molto molto basilare per usare un eufemismo :) E questo, soprattutto in periodo di crisi occupazionale, è una pecca gravissima dato che un inglese fluente è ormai dato per scontato quasi ovunque...Così sono arrivata a pensare a 4 paesi: Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti e Australia. Dopo aver scoperto che negli Usa il periodo minimo previsto per il collocamento alla pari è di un anno( per una sfida iniziale mi sembra decisamente eccessivo) e aver scartato l'Australia per via del prezzo del volo, esageratamente proibitivo, mi sono focalizzata su Regno Unito e Irlanda...Devo dire che la ricerca è stata molto impegnativa e a tratti quasi frustrante...Ho perso il conto di tutte le famiglie a cui ho inviato la candidatura tra fine settembre e metà novembre: minimo un centinaio. Considerando che avevo determinate esigenze nei confronti della famiglia ospitante da selezionare, come ad esempio che non avesse più di 3 figli e soprattutto non troppo piccoli, dato che con i neonati non ho la minima esperienza, oppure che cercasse un'aupair disponibile da gennaio e per non più di 6 mesi, è stato difficile  trovare quelle che fossero più adatte ai miei requisiti, dato che il sito non consente di fare una ricerca avanzata tra le famiglie iscritte. Inoltre, tra quelle selezionate, non era scontata una risposta, né tantomeno la presenza di un interesse reciproco al mio profilo. Quante risposte negative, quante non risposte, quanti "mi dispiace, abbiamo scelto un'altra au pair.Non ti abbattere" senza aver neppure avuto la possibilità di farmi conoscere! Insomma, non è stata esattamente una passeggiata la ricerca di una host family che rispecchiasse le mie aspettative, tutt'altro. Ho scambiato mail con decine di famiglie che poi sono scomparse nel nulla,senza darmi più notizie. Ho aspettato invano una chiamata su skype da una famiglia che non si è mai fatta viva. Ho trovato la famiglia perfetta per me, anglo-italiana residente nel centro di Londra che però voleva un' au pair per 12 mesi.Ho risposto a estenuanti questionari in inglese, di 40 domande, in cui mi si chiedeva vita morte e miracoli della mia esistenza, della mia personalità, della mia esperienza nella cura dei bambini, delle mie abilità culinarie e scolastiche, in cui mi si ponevano enigmi psicoattitudinali del tipo "come ti comporteresti se suonassero al campanello mentre il figlio maggiore ti chiama a gran voce e quello piccolo cade, si ferisce e comincia a piangere?Cosa faresti per prima cosa?"...E dopo ore passate a scervellarmi per rispondere a quei quesiti sentirmi dire che "Purtroppo non sei quella adatta a noi.In cucina cerchiamo lo chef Tony e il livello di inglese richiesto da noi è quello della Regina Elisabetta"...Rabbia, insoddisfazione e sfiducia..."Non troverò mai la famiglia adatta a me" era il pensiero ricorrente in certi giorni difficili...Ma poi, quando meno te lo aspetti, la vita ti sorprende. Sembra un proverbio banale,ma è semplicemente la verità. Pochi giorni dopo il mio compleanno, dopo il 6 novembre, noto che sul sito si è registrata una nuova famiglia. Incredibile,sembra troppo perfetta per essere vera. Richiede un' au pair italiana(!) disponibile a lavorare da gennaio 2014(!), ha due figlie grandicelle(11 e 13 anni!Nessun neonato, anzi!), vive in una grande città dell'Irlanda,Cork(non in mezzo alle campagne e alle pecore!) nei pressi dell'università, che offre corsi di inglese qualificati ed economici. Noto che c'è ancora poca concorrenza( solo 3 candidature ricevute dalla famiglia fino a quel momento) e speranzosa decido di buttarmi. Sembra un miracolo! La famiglia ideale per me! Invio la candidatura e per non farmi prendere dall'ansia e dal pessimismo cosmico, spengo il pc e decido di non controllare più il sito( ero ormai ossessionata da quella pagina web) fino a sera inoltrata. Verso le 23 non resisto più e consulto il sito. "Hai un nuovo messaggio!" ecco una scritta che ha sempre il potere di farmi balzare il cuore nel petto. Controllo la posta in entrata e trovo il messaggio privato più bello della mia vita: è una risposta POSITIVA e da parte di QUELLA famiglia, la MIA famiglia! Completamente incredula leggo che sono molto entusiasti di aver ricevuto la mia candidatura perché avevano già notato il mio profilo e ne erano rimasti colpiti, che avrebbero voluto contattarmi ma non essendo membri premium(cioè paganti) non ne avevano la possibilità! Cado dalle nuvole e sorrido, in silenzio, da sola, davanti al pc, come una cretina. E' la madre ad avermi scritto, Veronica, e mi racconta molto della sua famiglia, di suo marito, delle sue due figlie, della loro città. Quello che leggo mi piace molto, soprattutto il domandarmi se sono sinceramente interessata alla loro famiglia perché loro sono molto interessati a me! Segue uno scambio di messaggi e e-mail, in cui ci conosciamo un po' meglio e poi arriva la fatidica richiesta da parte di Veronica: un colloquio su Skype per la domenica successiva,ore 18 italiane! Accetto immediatamente, con il cuore in gola. Non ci credo, è l'occasione della mia vita, devo giocarmela bene! Temo di non essere in grado di parlare decentemente in inglese e soprattutto di capire...Ho un'ansia terrificante prima di connettermi su skype! Non appena inizia il colloquio, però, l'angoscia scompare, come per miracolo e mi pervade una calma incredibile. Veronica è una signora bionda e sorridente, con un viso dolce e una voce melodiosa, ha il potere di mettermi immediatamente a mio agio! Mi chiede come sto, poi mi presenta tutta la sua famiglia, a partire dalle ragazzine, simpatiche anche se un po' timide, per arrivare al marito,Thomas, semplicemente spassosissimo! Continua a fare battute e mi fa morire dal ridere. Il colloquio va benissimo,ridiamo un sacco e l'atmosfera è molto rilassata...Mi chiedono cosa mi spinga a diventare au pair, che esperienza ho con i bambini e se ho intenzione di frequentare un corso di lingua. Poi mi ringraziano e mi dicono che hanno avuto un'ottima impressione di me...E' proprio la stessa sensazione che ho avuto io di loro!Mi hanno completamente conquistata, sono la famiglia perfetta per me :) Simpatici, alla mano, estroversi, divertenti, premurosi...Non riesco quasi a crederci! Mi esortano in chiusura di colloquio, a contattare la loro precedente au pair, che è italiana(ottimo!) per chiederle delle referenze: vogliono che io sia completamente sicura di voler far parte della loro famiglia, e che quindi avrò tre giorni per rifletterci su. Impulsivamente vorrei accettare subito la loro proposta,sono sicura di voler essere la loro au pair, il mio sesto senso me lo suggerisce, ma apprezzo il loro atteggiamento, molto serio e volto a tutelarmi...Così contatto la ragazza in questione, che mi scrive cose bellissime su questa famiglia e mi consiglia di accettare e di fare questa meravigliosa esperienza..."Ti trattano come una figlia, sono fantastici!" Come posso aspettare tre giorni?? Voglio accettare immediatamente! Timori assurdi mi assalgono: che la famiglia nel frattempo cambi idea, che trovi una sostituta, che mi lasci perdere insomma... Perché sul sito intanto le candidature inviate alla mia famiglia aumentano esponenzialmente! Dopo due giorni di agonia, non resisto più: contatto Veronica via mail e le dico chiaramente che se prima ero convinta che loro fossero la famiglia adatta a me, adesso ne sono sicurissima dopo le bellissime parole che la loro ex au pair ha speso per loro! La sera stessa, ricevo una risposta entusiasta e entusiasmante: la famiglia è felice di comunicarmi che sono ufficialmente la loro nuova au pair e che mi aspettano dall'inizio di gennaio in poi per diventare parte della loro vita. Comincio a urlare e a fare i salti di gioia!! Dopo due mesi di ricerche, ansie, ore spese a inviare candidature e a consultare profili di decine di famiglie finalmente ho trovato quella giusta!E vogliono me, proprio me e nessun'altra! Al primo colloquio di conoscenza, ne segue un secondo in cui presento alla mia host family la mia famiglia italiana...Questo colloquio mi spaventava molto, ma si rivela invece divertentissimo e molto utile sia per i miei genitori che per la famiglia irlandese...I miei addirittura si lanciano a parlare in inglese e lo rispolverano dopo secoli ahah :) Insomma, vengono stabiliti gli ultimi dettagli e così prenoto il volo aereo: il 7 gennaio 2014 il mio aereo decollerà dall'aeroporto di Orio al Serio in direzione Dublino,dove prenderò un air coach che mi condurrà a Cork city :) Settimana scorsa mi sono laureata e così ora posso concentrarmi esclusivamente sul mio viaggio...Devo comprare  ancora un sacco di cose...Aiuto! Vi aggiornerò giorno per giorno ;) A presto!

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