E' già arrivato il momento fatidico e non mi sembra vero, quello in cui scrivo un post dopo la fine di un capitolo bello, nuovo e intenso della mia vita. Sono già rientrata in Italia da 5 giorni, ho già rivisto alcune delle persone che non guardavo negli occhi da mesi, ho già riabbracciato i miei familiari, mi sono già ritrovata a muovermi come un'estranea tra le pareti di casa mia, stentando a credere che fosse così diversa nelle dimensioni e nei colori da come la ricordavo. Questo post è doloroso da scrivere, perchè nel mentre lo faccio la nostalgia per la vita che ho condotto per mezzo anno in quella piccola città irlandese, a contatto con una famiglia ospitante eccezionale e degli amici internazionali più unici che rari cresce a dismisura. Sento le lacrime nascermi negli occhi, inevitabili, e provo emozioni che a parole è quasi impossibile descrivere senza snaturarle, senza sminuirle. E' come svegliarsi da un bel sogno, di quelli che ti travolgono l'anima e ti scombussolano il cuore, restituendotelo in pezzetti confusi che è difficile rimettere a posto. Mi sento proprio così: con gli occhi assonnati, stropicciati, l'essenza in disordine e la sensazione di aver sognato tutto. Mi chiedo se davvero ho vissuto tutto questo, se davvero sono stata protagonista di qualcosa di così grandioso e fantastico. Unico. Se davvero ho incontrato persone così meravigliose e pure. Se davvero ho lasciato una parte importante di me in quella piccola e ribelle città irlandese, priva di inquinamento e piena di ponti. Tutto ciò appartiene ormai al passato, tutto questo appartiene a un altro mondo, che attualmente mi appare così distante...
Prima di partire per questa avventura, a gennaio, ero pronta a tutto: all'eventualità di imbattermi in una famiglia ospitante negativa, di non andare d'accordo con le bambine, di sentirmi sola e persa, lontana dal mio paese e dai miei affetti, di lasciarmi opprimere dalla nostalgia di casa, di scoprirmi inadeguata per essere un'au pair, di non essere apprezzata dalla mia famiglia ospitante, di avere insormontabili difficoltà con la lingua, di faticare a trovare degli amici. In poche parole, speravo per il meglio aspettandomi il peggio. Non avrei mai potuto attendermi, però, che l'aspetto più complicato di quest'esperienza sarebbe sopraggiunto proprio al termine di essa. Che proprio il famigerato rientro a casa mi avrebbe sconvolto e messo alla prova più di qualunque altra cosa. So bene che con il tempo mi riabituerò ad una vita più ordinaria, forse più monotona ma senz'altro più mia. Eppure ora...Fatico a riadattarmi a tutto questo, alla mia routine, al mio paese, alla mia esistenza precedente. Perchè la mia vita qui è sempre la stessa, ma sono cambiata io. E' come tentare a tutti i costi di indossare un vestito acquistato dieci anni fa. Non c'è verso, non è più adeguato al mio corpo. Questo ho imparato più di qualsiasi altra cosa dalla mia esperienza all'estero: che quando parti e scopri che puoi cavartela da sola, utilizzi tutte le tue risorse, conosci più profondamente te stessa e ti metti in gioco al cento per cento beh... Cambi profondamente. E soltanto chi vive un'esperienza affine alla tua potrà capire quello che senti, potrà comprendere la tua trasformazione interiore. Viaggiare e vivere altrove per un po' apre i tuoi orizzonti in maniera inimmaginabile, ti fa crescere come poche altre situazioni, ti rende indipendente, abbatte tante tue barriere, tanti tuoi pregiudizi, tante tue paure. Ti riconosci come più forte, come più coraggiosa, più LIBERA ed è una gratificazione enorme! Per questo chiunque dovrebbe affrontare qualcosa di simile, magari rischiando molto, forse poco, ma di certo la posta in palio è molto alta ed è incredibilmente formativa. Partite, scoprite, scopritevi e stupitevi di voi stessi! Ne vale la pena. SEMPRE.
Questo non sarà il mio ultimo post sul blog: so bene che mancano gli aggiornamenti relativi alle mie ultime settimane irlandesi. Entro la fine del mese li pubblicherò perché è giusto chiudere il cerchio alla grande, con ricordi di feste, saluti, sorrisi, risate. Questo post voleva essere una riflessione. Avevo bisogno di scrivere quello che mi si agita dentro per cercare di dargli un nome. Non cambia le cose, ma dare un nome alle emozioni, ai sentimenti, agli oggetti, ai soggetti è sempre stato uno strumento a disposizione degli esseri umani per illudersi di avere un certo controllo sulla realtà. Alla prossima!
Cork
lunedì 14 luglio 2014
martedì 1 luglio 2014
Scorso week-end, aggiornamenti in arretrato: serata in un locale stile vacanza a Ibiza e italians in Cork
Io vi avevo avvisato all'inizio dell'ultimo aggiornamento del blog, che si sarebbe rivelata un'impresa più che titanica quella di infilare gli avvenimenti di due settimane in un solo post, quindi ora cercherò di essere più realista e onesta con me stessa, preannunciandovi che in questo post non riuscirò a parlare dell'ultima settimana e dell'ultimo week-end, ma soltanto di quello scorso. Roba già antica e trapassata, ma insomma, ai fini del mio diario virtuale è tutto utile :)
Dunque, dove ero rimasta? Ah, sì, alla partenza di Yentl e Krista. La settimana successiva alla loro partenza è stata abbastanza malinconica e deprimente: ho cominciato a veder apparire su facebook nostre foto insieme, appartenenti ad un passato che non sarebbe mai tornato, ho caricato io stessa un paio di video che ci ritraevano tutte insieme, allegre e spensierate, di notte in centro a Cork a ballare in mezzo alla strada o al Fitzgerald's park appunto, in occasione del nostro pic-nic in onore dell'ultima domenica irlandese di Yentl e Krista. Insomma, ho cominciato a riflettere sul fatto che il nostro bellissimo international group si sta sfaldando, e questo significa che la mia esperienza è proprio agli sgoccioli. Irene mi ha parlato più volte della sua paura di cadere in depressione una volta rientrata a Bilbao, perché quando ti abitui a vivere all'estero, a essere indipendente, ad avere una vita molto più eccitante e dinamica di quella che conduci nel tuo paese d'origine, beh...E' dura poi rientrare nei ranghi della tua quotidianità, che ti appare all'improvviso vuota, monotona, poco stimolante, senza contare che i problemi che ti sei lasciata alle spalle prima di partire, sono lì ad attenderti al tuo ritorno. Ti aspettano al varco, fedeli, come una Penelope che fa e disfa la tela, paziente e determinata. Inoltre, come invece Carmen afferma, il life-style all'estero è addictive, crea dipendenza: una volta che l'hai provato, non fai altro che sognare di ripetere l'esperienza, non ti senti più tanto a casa nel tuo paese natale... Quanto ha ragione! Già sto progettando di fare un'Erasmus in Spagna per il mio secondo anno di laurea magistrale :) Anyway, di cosa stavo parlando prima di perdermi in futili chiacchiere come di consueto? Ah, sì, della malinconia che ha caratterizzato la settimana successiva alla partenza delle mie due amiche au pairs. Ecco, la colonna sonora di quei sette giorni è stata la canzone "Galway girl", classica ballata irlandese che ho sentito in qualsiasi pub in cui sia stata in cui fosse possibile ascoltare musica dal vivo. Che dire? La amo! Mi ricorda tutti i bei momenti che ho trascorso qui, con la mia hostfamily, con le bimbe, con le mie amiche, a Cork, a Galway, a Dublino, ovunque io abbia messo piede sull'isola Smeralda. Suscita in me delle strane sensazioni: mi sento già nostalgica, come se fossi già proiettata nel futuro, in Italia, ad ascoltare questa canzone seduta sul divano di casa mia, mentre una lacrima impertinente fa capolino dal mio sguardo liquido... Quanto mi mancherà questa magica terra! Un pezzo del mio cuore sarà sepolto qui, in questa isola tormentata dalla pioggia e sferzata dal vento, cullata dalle dolci note della musica celtica e circondata da un alone di magico mistero, per sempre. Qui di seguito il link della canzone se volete ascoltarla:
Galway Girl-Steve Earle
Arrivata a venerdì sera, non vedevo l'ora di uscire con le altre ragazze per distrarmi e non pensare all'imminente termine del mio irish au pair stage. L'occasione per uscire era delle migliori: al Reardens si esibivano i nostri amati J90, la boyband migliore che abbia mai sentito qui a Cork! Non credevo che avrei più avuto l'occasione di andare a un loro concerto prima della mia partenza, e invece... Così io, Carmen, Irene, Natalie e Mavi ci siamo trovate al Reardens poco prima dell'inizio dell'esibizione per bere qualcosa e abbiamo anche fatto amicizia con un paio di ragazzi locali,spiegando loro quanto per noi au pair fosse stato complicato conoscere irlandesi a Cork, eccezion fatta per le nostre hostfamilies ovviamente,essendo una città supermulticulturale.
Il concerto è stato meraviglioso, come sempre, anche se è stato triste non poterlo condividere con Krista, Yentl e Sanne(temporaneamente in Olanda per le sue vacanze estive) come ai vecchi tempi.
Ormai è evidente: io,Carmen e Irene siamo perdutamente innamorate del cantante, Ger! Bravissimo, energico e affascinante! Siamo anche riuscite ad avere una foto con lui sul palco! :D
Successivamente ci siamo recate al Bailey's per scatenarci completamente fino a tarda notte, anche se purtroppo Carmen non si è unita a noi perché non si sentiva bene. E' stata una serata fantastica, il locale era pieno di gente strana, coloro che noi amiamo chiamare "weirdos" e che hanno movimentato la nostra serata non poco! Nel locale siamo state in seguito raggiunte da Elisa, Chrys, Cristina e Ivonne, delle ragazze che avevo conosciuto a marzo tramite facebook, tre delle quali italiane, e che poi ho perso un po' di vista nonostante siano molto simpatiche. Loro hanno cominciato a frequentarsi poiché si sono trovate molto bene tra loro dopo i nostri primi incontri, e non posso che essere felice per loro ;) A volte mi dispiace non aver avuto la possibilità di approfondire più di tanto il mio legame con loro, ma avendo solo i week-end liberi non è facile gestire adeguatamente la propria vita sociale e quindi si arriva a selezionare e a compiere delle scelte. E io ho scelto di proseguire il mio cammino in compagnia della mia cricca internazionale, che sin dal mio primo mese a Cork è stata al mio fianco :)
Uscite dall' An Brog ancora piene di adrenalina e ridendo come delle sceme, io, Irene e Paula ci stavamo dirigendo a casa di Fernando per un after party quando, in St Patrick's Street, ho sentito dei ragazzi parlare italiano e mi è venuto istintivo voltarmi e socializzare con loro. Erano davvero simpaticissimi,ed è stato esilarante ascoltare i tentativi di Paula di comunicare in italiano, utilizzando parole random e infilandole una dietro l'altra "cappuccino, mamma, spaghetti, maccheroni, come stai, Berlusconi..." ! Ci ha fatto letteralmente morire dal ridere!! Quella ragazza è una forza della natura,e anche se soltanto ultimamente abbiamo cominciato a frequentarci, mi sto affezionando a lei alla velocità della luce, così come ad altre due sue amiche che mi ha presentato di recente, Beatriz e Noelia, due ragazze d'oro! Insomma, il mio amore per la Spagna e i suoi abitanti cresce a dismisura ogni giorno che passa! Quella sera però avevo voglia di parlare un po' in italiano, e così ho invitato i nostri nuovi amici a unirsi a noi all'after party a casa di Fernando. Abbiamo passato una bella serata tutti insieme, ridendo e chiacchierando fino all'alba :)
Ho trascorso la domenica pomeriggio in centro con Carmen e Irene, a chiacchierare e rilassarci, e ci siamo ritrovate a parlare del nostro futuro, e di tutti i tentativi che faremo per tenerci in contatto per mantenere viva la nostra bella amicizia. Carmen e Irene sono le due au pairs alle quali mi sono più legata in questi mesi, fin dal primo momento in cui le ho incontrate, e farò di tutto per preservare questo prezioso rapporto che si è creato tra noi nonostante la distanza. Fortunatamente il momento in cui dovremo distaccarci sarà reso meno doloroso dal fatto che dal 20 al 27 agosto io e Carmen andremo entrambe a Bilbao a trovare Irene in occasione della festa "Aste Nagusia", evento molto caratteristico e divertente che attira ogni anno migliaia di persone nella capitale dei Paesi Baschi. Non vedo già l'ora di vivere quest'altra fantastica e indimenticabile esperienza!
Dunque, dove ero rimasta? Ah, sì, alla partenza di Yentl e Krista. La settimana successiva alla loro partenza è stata abbastanza malinconica e deprimente: ho cominciato a veder apparire su facebook nostre foto insieme, appartenenti ad un passato che non sarebbe mai tornato, ho caricato io stessa un paio di video che ci ritraevano tutte insieme, allegre e spensierate, di notte in centro a Cork a ballare in mezzo alla strada o al Fitzgerald's park appunto, in occasione del nostro pic-nic in onore dell'ultima domenica irlandese di Yentl e Krista. Insomma, ho cominciato a riflettere sul fatto che il nostro bellissimo international group si sta sfaldando, e questo significa che la mia esperienza è proprio agli sgoccioli. Irene mi ha parlato più volte della sua paura di cadere in depressione una volta rientrata a Bilbao, perché quando ti abitui a vivere all'estero, a essere indipendente, ad avere una vita molto più eccitante e dinamica di quella che conduci nel tuo paese d'origine, beh...E' dura poi rientrare nei ranghi della tua quotidianità, che ti appare all'improvviso vuota, monotona, poco stimolante, senza contare che i problemi che ti sei lasciata alle spalle prima di partire, sono lì ad attenderti al tuo ritorno. Ti aspettano al varco, fedeli, come una Penelope che fa e disfa la tela, paziente e determinata. Inoltre, come invece Carmen afferma, il life-style all'estero è addictive, crea dipendenza: una volta che l'hai provato, non fai altro che sognare di ripetere l'esperienza, non ti senti più tanto a casa nel tuo paese natale... Quanto ha ragione! Già sto progettando di fare un'Erasmus in Spagna per il mio secondo anno di laurea magistrale :) Anyway, di cosa stavo parlando prima di perdermi in futili chiacchiere come di consueto? Ah, sì, della malinconia che ha caratterizzato la settimana successiva alla partenza delle mie due amiche au pairs. Ecco, la colonna sonora di quei sette giorni è stata la canzone "Galway girl", classica ballata irlandese che ho sentito in qualsiasi pub in cui sia stata in cui fosse possibile ascoltare musica dal vivo. Che dire? La amo! Mi ricorda tutti i bei momenti che ho trascorso qui, con la mia hostfamily, con le bimbe, con le mie amiche, a Cork, a Galway, a Dublino, ovunque io abbia messo piede sull'isola Smeralda. Suscita in me delle strane sensazioni: mi sento già nostalgica, come se fossi già proiettata nel futuro, in Italia, ad ascoltare questa canzone seduta sul divano di casa mia, mentre una lacrima impertinente fa capolino dal mio sguardo liquido... Quanto mi mancherà questa magica terra! Un pezzo del mio cuore sarà sepolto qui, in questa isola tormentata dalla pioggia e sferzata dal vento, cullata dalle dolci note della musica celtica e circondata da un alone di magico mistero, per sempre. Qui di seguito il link della canzone se volete ascoltarla:
Galway Girl-Steve Earle
Arrivata a venerdì sera, non vedevo l'ora di uscire con le altre ragazze per distrarmi e non pensare all'imminente termine del mio irish au pair stage. L'occasione per uscire era delle migliori: al Reardens si esibivano i nostri amati J90, la boyband migliore che abbia mai sentito qui a Cork! Non credevo che avrei più avuto l'occasione di andare a un loro concerto prima della mia partenza, e invece... Così io, Carmen, Irene, Natalie e Mavi ci siamo trovate al Reardens poco prima dell'inizio dell'esibizione per bere qualcosa e abbiamo anche fatto amicizia con un paio di ragazzi locali,spiegando loro quanto per noi au pair fosse stato complicato conoscere irlandesi a Cork, eccezion fatta per le nostre hostfamilies ovviamente,essendo una città supermulticulturale.
Il concerto è stato meraviglioso, come sempre, anche se è stato triste non poterlo condividere con Krista, Yentl e Sanne(temporaneamente in Olanda per le sue vacanze estive) come ai vecchi tempi.
Ormai è evidente: io,Carmen e Irene siamo perdutamente innamorate del cantante, Ger! Bravissimo, energico e affascinante! Siamo anche riuscite ad avere una foto con lui sul palco! :D
Sabato sera invece, sono andata con Carmen, Irene e Paula al Deep South, posticino carinissimo in cui bere qualcosa e ballare all'aperto! Secondo Irene l'atmosfera estiva presente in quel locale era affine a quella di alcuni locali di Ibiza vicini al mare, e pur non essendo mai stata a Ibiza, credo non avesse tutti i torti: sembrava davvero di essere in un'isola del Mediterraneo più che a Cork! La musica era caraibica e il dj ci ha persino allungato un paio di maracas per ballare in modo ancora più appropriato su quella melodia incalzante e ritmata. E' stato molto divertente!
Uscite dall' An Brog ancora piene di adrenalina e ridendo come delle sceme, io, Irene e Paula ci stavamo dirigendo a casa di Fernando per un after party quando, in St Patrick's Street, ho sentito dei ragazzi parlare italiano e mi è venuto istintivo voltarmi e socializzare con loro. Erano davvero simpaticissimi,ed è stato esilarante ascoltare i tentativi di Paula di comunicare in italiano, utilizzando parole random e infilandole una dietro l'altra "cappuccino, mamma, spaghetti, maccheroni, come stai, Berlusconi..." ! Ci ha fatto letteralmente morire dal ridere!! Quella ragazza è una forza della natura,e anche se soltanto ultimamente abbiamo cominciato a frequentarci, mi sto affezionando a lei alla velocità della luce, così come ad altre due sue amiche che mi ha presentato di recente, Beatriz e Noelia, due ragazze d'oro! Insomma, il mio amore per la Spagna e i suoi abitanti cresce a dismisura ogni giorno che passa! Quella sera però avevo voglia di parlare un po' in italiano, e così ho invitato i nostri nuovi amici a unirsi a noi all'after party a casa di Fernando. Abbiamo passato una bella serata tutti insieme, ridendo e chiacchierando fino all'alba :)
Ho trascorso la domenica pomeriggio in centro con Carmen e Irene, a chiacchierare e rilassarci, e ci siamo ritrovate a parlare del nostro futuro, e di tutti i tentativi che faremo per tenerci in contatto per mantenere viva la nostra bella amicizia. Carmen e Irene sono le due au pairs alle quali mi sono più legata in questi mesi, fin dal primo momento in cui le ho incontrate, e farò di tutto per preservare questo prezioso rapporto che si è creato tra noi nonostante la distanza. Fortunatamente il momento in cui dovremo distaccarci sarà reso meno doloroso dal fatto che dal 20 al 27 agosto io e Carmen andremo entrambe a Bilbao a trovare Irene in occasione della festa "Aste Nagusia", evento molto caratteristico e divertente che attira ogni anno migliaia di persone nella capitale dei Paesi Baschi. Non vedo già l'ora di vivere quest'altra fantastica e indimenticabile esperienza!
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