Cork
domenica 23 febbraio 2014
Mid-term week, romanzi in inglese e l'au pair world non è tutto rose e fiori.
Di nuovo domenica. A dire il vero sono un po' stanca, ma di certo quella appena trascorsa non è stata un settimana spossante. Sia Saoirse che Olivia erano a casa da scuola per via della cosiddetta "mid-term week", il genere di vacanza utilissima per riprendere le forze tra una fatica scolastica e l'altra, quel genere di vacanza che gli studenti italiani si sognano per essere più chiari. Gli unici giorni in cui davvero mi sono dovuta alzare presto sono stati mercoledì e venerdì, per via del mio corso di inglese, ma per il resto ho avuto un sacco di tempo libero, dato che Veronica era spesso "around" e le ragazzine come ho già spiegato sono molto indipendenti e quindi avevano amiche a casa, oppure erano in giro per centri commerciali con la mamma o magari dalla nonna. Addirittura venerdì sono stata completamente off e ne ho approfittato per fare un giro in centro con Carmen, in compagnia del suo meraviglioso inglese(!), miro un giorno ad avere una pronuncia e una padronanza della lingua pari alle sue! Ho deciso che nonostante ci siano miglioramenti nel mio inglese, voglio impegnarmi un po' di più e quindi guarderò più televisione, più telefilm americani in streaming e proverò seriamente a leggere un libro in inglese, senza scoraggiarmi alle prime, ovvie, difficoltà. La mia sfida si chiama "The last song", romanzo di Nicholas Sparks, scrittore che amo alla follia e che quindi spero mi possa affascinare ugualmente anche in lingua originale. La storia a larghe linee la conosco, avendo visto il film, quindi questo potrà senz'altro aiutarmi. Prima o poi mi piacerebbe leggere anche tutti i libri di Harry Potter in inglese, essendo le vicende del maghetto più famoso del mondo una mia autentica passione da quando avevo 11 anni, ma preferisco iniziare con qualcosa di più soft ecco ;) Questo week-end Johanna e Kerstin si sono fermate in un ostello in città per il venerdì sera, e con loro è venuta anche una cara amica di Johanna, Anna, un'altra au pair tedesca che vive nei pressi di Kinsale, la meravigliosa cittadina sul mare in cui io, Sanne, Krista e Irene ci siamo recate per il nostro primo viaggio insieme. E' davvero molto simpatica! Non siamo purtroppo potute andare al Reardens, come speravo, perché Kerstin ha 19 anni e il locale è per gli over 21, abbiamo allora virato sull'Old Oak, dove c'era una serata molto carina, nonostante la musica davvero incredibilmente variegata: dagli ACDC ad Avicii, dai Guns' n' roses a Shakira, ma ci siamo comunque scatenate ed è stato divertentissimo!All'Old Oak ci hanno raggiunto anche Vanessa e il suo fidanzato, che resterà qui per due settimane per festeggiare con lei il suo compleanno e girare il paese insieme. E' davvero un tipo simpaticissimo e gioviale!Very friendly, come lei del resto ;) Serata molto piacevole!Il giorno successivo io, Johanna, Kerstin e Anna abbiamo trascorso la mattinata da Mc Donald's, a causa del tempo orrendo, a parlare di tutto e di più, ed è stato estremamente rilassante! Devo dire che sto rivalutando Kerstin: certo, non è di certo la candidata numero 1 per diventare la mia migliore amica tra le au pairs che conosco, ma nonostante le sue stranezze è una brava ragazza. Certo è infantile, è difficile capirla quando parla, a volte può lasciarti perplessa o infastidirti, ma lo fa con ingenuità, del resto è molto giovane e sta probabilmente cercato di affrontare questa esperienza come au pair al meglio delle sue possibilità, per maturare,crescere, migliorarsi. Esattamente come sto facendo io. Mi sforzerò quindi di essere più comprensiva con lei, e meno distaccata. Ieri sera sono stata invece a ballare con Krista e Sanne al "The Bodega", il ristorante strafigo in cui ho mangiato l'unica sera in cui sono uscita fuori a cena qui a Cork: lì ci hanno raggiunte Vivi, l'au pair francese che ho conosciuto a Kinsale e alcuni suoi amici. Inoltre abbiamo incontrato Laura, un' au pair tedesca simpaticissima con un accento americano favoloso che adooooro amica di Vanessa e Johanna. E' stata sua la frase che terrà la mia autostima e il mio umore alti per almeno una settimana: mi ha detto che a giudicare dal mio inglese e dal mio accento, non si direbbe che sono italiana, a differenza di quanto accade invece con Vanessa. Che complimento gigante! Ogni volta che sento italiani o spagnoli parlare inglese, mi rendo conto di quanto la forte cadenza della nostra lingua madre si rifletta sul nostro modo di parlare inglese e renda la nostra pronuncia molto diversa da quella che dovrebbe essere, difficile da comprendere. Sto cercando quindi di migliorare la mia pronuncia, odio lo spanglish o l'italianglish xD E a quanto pare i miei sforzi stanno dando qualche frutto ;) Unbelievable! Quanto mi piacerebbe incontrare il mio amatissimo( come no!) professore madrelingua inglese dell'università, sua maestà Dereck Allen from London,e farci una bella chiacchierata in english! Vorrei vedere la sua faccia, ogni volta agli esami orali mi diceva sempre che la mia pronuncia era terrificante e che facevo un sacco di errori. Il tutto con un bel sorrisetto beffardo dipinto sul viso. Chissà se oggi mi deriderebbe ancora! Anyway, immagino che leggendo il mio blog chiunque possa pensare "Eh che figata fare la ragazza alla pari!Tanto tempo libero, famiglia gentile e disponibile, corso di inglese gratis, ragazzine brave e non rompiballe, posizione centrale, pub e party ogni week-end!E si riceve pure una paghetta settimanale"! Beh...Non è esattamente soltanto questo l'au pair world. Si tratta soltanto della mia personalissima esperienza. Sono stata davvero molto ma molto fortunata, soltanto Krista tra le ragazze alla pari che ho conosciuto qui, ha condizioni lavorative e di vita così favorevoli. Altre abitano abbastanza lontano dal centro, in piccoli villaggi rurali, spendono parecchio per un taxy, hanno bus o treni ogni 2 ore, lavorano più ore di me e via discorrendo. Finchè però non vivi proprio nel bel mezzo del nulla(in the middle of nowhere), hai servizi pubblici abbastanza funzionali o comunque una famiglia ospitante molto attenta, calorosa e disponibile, beh...Non ti puoi lamentare ecco. Ci sono casi però, come quello di Johanna, che è stata la prima ragazza alla pari che ho conosciuto su facebook quando ero ancora in Italia, che più che esperienze arricchenti all'estero, prendono la forma di incubi a occhi aperti. Fino a gennaio nella sua famiglia procedeva tutto bene, nonostante Johanna vivesse in un paese sperduto nella campagna irlandese, Kanturk, a due ore dal centro di Cork, con servizi pubblici assolutamente vergognosi durante il week-end, nessun negozio, nessun'altra ragazza alla pari nelle vicinanze,avesse 4 bambini a cui badare( 4!) di cui una neonata, che quindi è impegnativa , essendo perennemente bisognosa di attenzioni, e percepisse soltanto 80 euro settimanali, quando tutte le altre au pair normalmente ricevono una paghetta di 100 euro. Insomma, lei riusciva a passare sopra a tutto poiché diceva di trovarsi molto bene in questa famiglia ospitante, tant'è che ha trascorso anche le vacanze natalizie con loro. Prima di gennaio, Johanna non usciva molto spesso nei week-end, nonostante fosse off sabato e domenica, perché non aveva molte amicizie,e comunque non si è mai fermata a Cork per la notte. Da quando ci siamo conosciute, le ho presentato molte delle mie amiche e quindi ogni week-end veniva qui a Cork il sabato mattina, anche se alle 16 era costretta a tornare a casa perché il suo ULTIMO bus era a quell'ora(!)!! Inoltre è capitato che si sia fermata un paio di volte in ostello per la notte, per poter stare più tempo con noi in città e divertirsi, nonché in occasione del nostro Tour del Ring of Kerry. Nelle ultime settimane però, cose assurde hanno cominciato ad accadere: per esempio la sua hostmum, una sorta di infermiera fanatica della pulizia, ha cominciato a contestare il modo in cui pulisce il bagno privato che ha in camera sua, o comunque a introdursi nella sua stanza indebitamente quando lei non c'è per controllare come la tiene. Oppure ancora si è rifiutata in modo molto sgarbato di accompagnare sua mamma, che settimana prossima verrà a farle visita dalla Germania, all'aeroporto per prendere il suo volo di ritorno, che è la mattina presto, dicendo che è impossibile, lei deve lavorare, come può Johanna pensare di chiedere una sciocchezza del genere?E ogni qualvolta Johanna avesse bisogno di essere accompagnata o venuta a prendere in qualunque posto, si deve sempre arrangiare, con taxy e quant'altro. Mai uno strappo, mai un passaggio, mai lo straccio di un favore! E questo sarebbe il modo di trattare una ragazza di 21 anni che per la prima volta viene a vivere all'estero per 6 mesi, che è lontana dai suoi affetti, straniera, che bada ai tuoi 4 figli da 4 mesi in modo impeccabile e amorevole, che ti pulisce la casa, che non ti chiede mai NIENTE, che non si lamenta mai nonostante la paga misera, il lavoro pesante e la posizione geografica scomoda, che non ti da mai nessun problema o fastidio? E' assolutamente inaccettabile, chiunque al posto di Johanna sarebbe fuggito immediatamente!Non lei, però. Per mesi ha resistito nonostante la solitudine, la mancanza di amicizie vicine, l'impossibilità di muoversi facilmente. Tutto questo perché la sua famiglia ospitante si comportava bene con lei. Da quando però ha cominciato a trascorrere week-end fuori casa, a godersi l'esperienza come qualunque ragazza alla pari dovrebbe fare e ad avanzare qualche piccola, legittima richiesta a persone che dovrebbero teoricamente trattarla come una figlia perché è un suo DIRITTO quello di essere accompagnata dove le occorre visto che abita in un villaggio sperduto e non ha né bici né macchina, beh... La sua madre ospitante ha perso il controllo e si è tramutata in una specie di strega del West! Le fa pesare qualsiasi cosa, le obietta la pulizia della sua stanza, le si rivolge in modo rude. Il fondo però, l'ha toccato ieri sera: appena è rientrata dal suo week-end a Cork, l'ha sgridata, rimproverandole il modo in cui gestisce il suo lavoro e le sue mansioni da au pair e ancora la pulizia del suo benedettissimo bagno privato. Così Johanna ha deciso di andarsene settimana prossima, insieme a sua madre. Torna in Germania, pone fine all'incubo. E io sono completamente d'accordo con lei. Non è giusto, venire sfruttate per 4 mesi per poi essere anche umiliate e maltrattate. Non sta né in cielo né in terra. Ne ho parlato con Veronica e lei mi ha detto che così come non tutte le ragazze sono adatte a diventare au pairs, ci sono famiglie che non sono adatte ad ospitarle. Tutto qui. E' una questione di personalità e adattabilità. Non siamo tutti uguali. Quello che mi sento di consigliare a chiunque stia leggendo questo papiro( vi ringrazio per la pazienza tra l'altro!) è che l'esperienza di au pair può essere meravigliosa o terrificante a seconda della famiglia in cui si capita e del posto in cui si vive. Non bisogna MAI basarsi soltanto sulla famiglia, è bene controllare molto bene la posizione in cui si vivrà, se è vicina al centro della città, del villaggio o comunque a negozi, bar, pub, in generale a centri di vita sociale, se è ben collegata al centro con mezzi pubblici, come questi mezzi pubblici funzionano e nel caso in cui non siano efficienti se si ha la possibilità di avere in dotazione una bici, uno scooter, una macchina. Perchè è fondamentale tener conto di diversi fattori prima di decidere di partire come ragazza alla pari, prima di scegliere una famiglia ospitante. E' CRUCIALE trovare un equilibrio tra la giusta famiglia e la miglior posizione geografica possibile. Prendetevi il vostro tempo per cercare la vostra famiglia ospitante, non abbiate fretta, non scoraggiatevi. Più pazienza avrete, più possibilità ci saranno per voi di andare incontro a un'esperienza meravigliosa e non ad un incubo da cui fuggire.
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